Tra voi, però, non sia così
Compassione
Domenica 16 agosto 2026 • XII Domenica dopo Pentecoste
La Parola di questa domenica ci invita a vivere la compassione come autentica vicinanza al bene dell’altro, capace di trasformarsi in cura, correzione e dono. Dio ci raggiunge nella nostra fragilità e ci invita a lasciare superbia e avarizia per diventare terra feconda. La missione nasce da un cuore umile, capace di riconoscere Cristo anche nei gesti semplici e di donarsi senza confini, nella gioia vera della vita.
Una spina
Domenica 9 agosto 2026 • XI Domenica dopo Pentecoste
La spina, immagine ricorrente lungo i cammini di pellegrinaggio, richiama la fatica, il dolore e le inquietudini che accompagnano ogni persona. La Parola di questa domenica ci insegna però a trasformare queste difficoltà in occasione di grazia. Riconoscere Dio nelle piccole cose, vivere nell’umiltà e affrontare la storia con libertà e docilità allo Spirito diventano tre atteggiamenti per camminare nella fede, senza paura delle proprie fragilità.
Desiderio di vita
Domenica 26 luglio 2026 • IX Domenica dopo Pentecoste
Il perdono è una parola difficile, spesso soffocata dal giudizio e dalla ricerca di colpevoli. Nel Vangelo, Gesù mostra che il perdono non è solo cancellazione del male, ma inizio di una nuova creazione, resa possibile dalla fede, dall’ascolto e dal desiderio di rialzarsi. Il cuore di Cristo e della Chiesa supera ogni sentenza sterile per riaccendere nell’uomo il desiderio di vita vera. La riconciliazione diventa così un cammino di risurrezione, capace di aprire alla speranza e alla comunione.
Dove è il tuo cuore?
Domenica 5 luglio 2026 • VI Domenica dopo Pentecoste
La Parola di questa domenica invita a domandarci dove stiamo mettendo il nostro cuore. Le Beatitudini ribaltano la logica dell'accumulo e ricordano che la felicità non nasce dall'avere, ma dalla capacità di vivere per il bene di tutti. Dall'esperienza di Mosè e di Paolo fino alla testimonianza dei poveri dello Zambia, emerge un cuore aperto che genera vita, comunità e speranza, sfidando l'indifferenza e richiamando ciascuno alla propria responsabilità.
Benedizione
Domenica 28 giugno 2026 • V Domenica dopo Pentecoste
Qual è la meta della nostra vita? La Parola ci invita ad andare oltre i traguardi raggiunti o desiderati, per riconoscere ciò che conta davvero. Le tentazioni dell’ego, dell’attaccamento al presente o al passato frenano il cammino, mentre l’unico vero bagaglio è l’amore di Dio, che sostiene e trasforma. La meta è la felicità che nasce dall’essere stati amati e dall’aver testimoniato il bene, diventando benedizione per gli altri.
Per gli Altri, nell'Amore vero
Domenica 21 giugno 2026 • IV Domenica dopo Pentecoste
La Parola di questa domenica invita a riflettere su ciò che guida la nostra vita. In un tempo segnato da molte forme di male e condizionamento, siamo chiamati a scegliere la via del bene, secondo il progetto di Dio. Il diluvio ricorda la serietà dell’amore del Padre che non accetta la distruzione dei suoi figli. San Luigi Gonzaga testimonia che, anche da giovani, è possibile vivere controcorrente, lasciandosi guidare dall’amore di Cristo e dallo Spirito, per il bene di tutti.
La sorgente della vita
Domenica 14 giugno 2026 • III Domenica dopo Pentecoste
La liturgia dopo Pentecoste invita a rileggere la storia della salvezza per tornare alla sorgente della fede: Dio è amore. Un amore sovrabbondante che dona all’uomo la libertà e continua a operare nonostante le infedeltà. Il Vangelo richiama la scelta tra luce e tenebre, mostrando che riconoscere la propria fragilità apre alla grazia. Come Paolo, il credente scopre che la propria povertà può diventare luogo di salvezza.
Dal Cuore il Cammino
Domenica 7 giugno 2026 • SS. Corpo e Sangue di Cristo - Decimo anniversario di ordinazione ad Appiano Gentile
Don Matteo ripercorre il cammino della sua vocazione alla luce della Parola del Deuteronomio: “Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere”. Tra ricordi, incontri provvidenziali e momenti di crescita, testimonia come la fedeltà di Dio abbia guidato ogni passo della sua vita sacerdotale. Ringrazia la comunità per l’affetto ricevuto e invita tutti, in particolare giovani e ragazzi, a lasciarsi orientare dall’amore di Gesù, unica sorgente di gioia, speranza e vita autentica.
Chiamati
Domenica 7 giugno • Processione del Corpus Domini
Nell’omelia, don Matteo ha richiamato la testimonianza di Francesca, giovane animatrice ricoverata al Niguarda dopo il grave incidente di Crans Montana. Il suo desiderio di ricevere la maglietta dell’oratorio e di continuare a servire attraverso la preghiera diventa segno concreto della chiamata di Dio che raggiunge ogni persona. Da qui l’invito a vivere da discepoli autentici.
Nel segno della Trinità
Domenica 31 maggio 2026 • SS. Trinità
Don Matteo riflette sul significato della Trinità e del segno della croce, ponendo l’uomo al centro dell’amore di Dio. Il Padre accompagna la storia indicando cammini di libertà e speranza; il Figlio rivela un amore che supera ogni calcolo e invita a vivere il bene senza confini; lo Spirito sostiene la libertà umana e apre alla pienezza della vita. Le tre Persone mostrano le diverse modalità con cui Dio si prende cura dell’umanità, chiamandola a riconoscersi amata, valorizzata e destinata a cose grandi.
La vera gioia
Domenica 24 maggio 2026 • Pentecoste
La Pentecoste invita a essere “buona notizia” in un mondo attratto dal negativo. Lo Spirito Santo rinnova la terra e il cuore umano, aprendo al bene, alla bellezza e alla speranza. Come gli apostoli nel cenacolo, uniti nella preghiera e nelle domande, anche noi siamo chiamati a riscoprire i nostri talenti e a metterli a servizio del Vangelo. Lo Spirito continua a soffiare sulla Chiesa, rendendola viva e capace di portare frutti di comunione, fede e testimonianza nel mondo.
Fratelli in cammino
Domenica 17 maggio • Domenica dopo l'Ascensione
Il cammino dei discepoli di Emmaus riflette le inquietudini e le delusioni dell’uomo di oggi, spesso stanco e distante da Dio e dagli altri. Eppure il Risorto continua a camminare accanto a noi, ravvivando la Parola e spezzando il pane per aprire i nostri occhi alla sua presenza. In Lui nasce una fraternità autentica, capace di superare tensioni e divisioni. La vita cristiana diventa così missione: custodire i legami, testimoniare Cristo e riscaldare il cuore del mondo con gesti e parole di vita.
Nel Mistero del Triduo Pasquale
Riflessioni per accompagnare la celebrazione della Pasqua
Le riflessioni proposte da don Matteo accompagnano alla partecipazione consapevole e orante del Triduo Pasquale, guidando a entrare nel cuore del mistero pasquale attraverso la Parola e la liturgia.
Come astri nel mondo
Domenica 3 maggio 2026 • V Domenica di Pasqua
Don Matteo riflette sul “capriccio” come atteggiamento che blocca la vita e allontana dalla verità di Dio. Attraverso l’esperienza di Pietro e Cornelio, emerge un Dio che ama senza condizioni e dona una verità che sostiene nelle difficoltà. L’amore di Gesù invita a una vita autentica e risorta, non egoista. I credenti sono chiamati a essere luce nel mondo, accogliendo questo amore e trasformandolo in pace e speranza concreta.
Con il cuore del bel Pastore
Domenica 26 aprile 2026 • IV Domenica di Pasqua
Davanti alle difficoltà emergono paura e senso di inadeguatezza, alimentati dalle attese proprie e altrui. La prima comunità cristiana affrontava le tensioni restando unita grazie all’ascolto della Parola e dello Spirito. Da qui nasce l’invito a riscoprire la preghiera come luogo di discernimento. Il “bel pastore” è chi dona vita con gesti autentici. Servono adulti nella fede che, testimoniando Cristo, accompagnino altri nella ricerca di senso e speranza.
La strada della libertà
Domenica 19 aprile 2026 • III Domenica di Pasqua
Don Matteo, nella sua omelia, invita a riconoscere in Gesù l’Agnello di Dio che dona sé stesso per liberare l’uomo dal peccato, proponendo una fede vissuta pienamente e non superficialmente. Si denuncia il rischio di banalizzare i sacramenti e l’educazione, anche nello sport, riducendo la persona a strumento. La vera libertà nasce dall’incontro con lo Spirito del Risorto, che dà senso alla vita e chiama a una responsabilità educativa e vocazionale autentica.
Pace a voi
Domenica 12 aprile 2026 • II Domenica di Pasqua
Gesù incoraggia i discepoli a camminare insieme, sostenuti dalla comunità, anche nelle incertezze. La fede nasce non da segni visibili, ma dal riconoscere l’Amore autentico. In Cristo crocifisso e risorto, gli apostoli trovano il coraggio della missione, testimoniando una pace che guarisce e rinnova profondamente la vita.
Lascia che ti doni la vita
Una Settimana Santa per riscoprire l’amore autentico.
Don Matteo invita a vivere la Settimana Santa come un ritorno radicale alla domanda sull’amore autentico. Attraverso i gesti di Maria, di Gesù e il confronto con le nostre resistenze, emerge la chiamata a una fede adulta, capace di umiltà, servizio e verità. L’esempio di persone che testimoniano speranza anche nel dolore richiama alla responsabilità delle nostre vocazioni e alla scelta concreta di amare secondo Cristo.
Lasciati amare
Dalla domanda del dolore alla presenza che dona vita
Nell’omelia, don Matteo riflette sul “perché” umano davanti alla sofferenza, richiamando l’esperienza di Marta e Maria. Gesù non risponde con spiegazioni, ma con la sua presenza: è Lui la risurrezione e la vita già ora. Le sue lacrime rivelano un Dio che condivide fino in fondo il dolore umano. Da qui nasce una chiamata concreta: lasciarsi liberare da ciò che ci tiene legati e diventare segni di vita, testimoni di un amore più forte della morte.
Lasciati guidare
Credere in Cristo significa lasciarsi trasformare dallo sguardo che illumina il cuore e rende liberi.
Il racconto del cieco nato invita a rispondere personalmente alla domanda di Gesù: “Tu credi in me?”. La fede non nasce da parole perfette, ma da un cuore che si lascia guidare dall’incontro con Lui. Accogliendo la sua luce e dicendo il nostro “eccomi”, diventiamo a nostra volta segno di speranza e di amore per gli altri.