Domenica 26 aprile 2026 • IV Domenica di Pasqua
Davanti a un problema come noi ci comportiamo? Di solito guardo un po’ me e la prima cosa che ci assale alcune volte è la preoccupazione di non farcela, il temibile confronto di attese e pretese degli altri, la paura di non essere all’altezza. Queste nostre preoccupazioni sono anche quelle che assalgono i nostri ragazzi e giovani: il confronto con le asticelle che noi pretendiamo, che il mondo con le sue eccessività vuole suscita alla fine questa ansia continua, che, non corrisposta, diventa poi frustrazione, delusione, tristezza.
La prima Chiesa degli Apostoli, invece, davanti ai problemi che deve affrontare all’esterno e all’interno come reagisce. Certamente anche in questa stagione della Chiesa non sono mancate tensioni e domande, anzi! Su questo il libro degli Atti degli Apostoli è molto cristallino! Tuttavia c’è un agire che crea una domanda in noi che leggiamo queste righe: come hanno fatto a rimanere uniti, saldi nella fede, nonostante le diversità? Ce lo dicono le poche righe che abbiamo ascoltato: mettendosi in ascolto dello Spirito e di quello che la Parola nella vita li aiutava a capire e discernere. Questo è il grande segreto che forse noi dovremmo un po’ recuperare, e su cui Papa Leone XIV sta richiamando la Chiesa in questo primo anno del suo pontificato: il segreto di fermarsi, sostare in preghiera, in ascolto della Parola perchè è da questo ascolto del cuore ed è in questa rilettura nel cuore del nostro tempo che possiamo compiere passi significativi di Vangelo e di vita. Da quella sosta nacquero i diaconi, chiamati al ministero della carità e della Parola, oggi cosa può nascere nella Chiesa? A questa domanda non dobbiamo rispondere con idee vuote e astratte, ma stando con il Signore, mettendoci nel suo abbraccio di bel pastore.
Questa domenica in tutta la Chiesa è la domenica del bel pastore. La bellezza del pastore non sta nel suo fisico, ma nei suoi gesti che danno vita. Non il dare la vita della croce, ma quel continuo ripensarsi di Dio davanti ad ogni sfida che tiene sempre acceso il desiderio di donare una felicità autentica, un gusto autentico di vita risorta al nostro tempo. Viviamo un tempo dove mancano bei pastori, cioè adulti nella fede che, facendo esperienza dell’incontro intimo con il Signore e stando nel suo abbraccio, facciano sentire questa forza di vita a chi si pone tante domande nel cammino. Tante persone si allontanano dalla Chiesa: dove trovo il bel pastore? Non il pastore che mi soddisfa in ogni mia pretesa o capriccio, ma il pastore in che verità mi prenda per mano, mi aiuti a capire chi sono, mi aiuti a trovare vere risposte alla mia fede in ricerca. I tanti che si definiscono non credenti sono invece tanti fratelli e sorelle che cercano, che sono in ricerca, ma che hanno bisogno di bei pastori. Non di preti in più, ma di adulti nella fede, e quindi di discepoli che con le loro diverse vocazioni, carismi, momenti alti e bassi della vita, testimonino quell’abbraccio di Cristo che li ha salvati, che li ha donato nuova vita, un nuovo modo di affrontare e vivere le sfide della vita: la risurrezione di Gesù!
Per questo in questa domenica non preghiamo solo e tanto per le vocazioni al presbiterato o alla vita religiosa, ma preghiamo invece perchè ognuno di noi che si nutre di questo incontro con Gesù e lo vive nella vita, possa ravvivare la sua vocazione battesimale, che è vocazione missionaria, che è vocazione ad essere adulti chiamati ad accompagnare all’incontro con Gesù nella verità. Francesco visse questo incontro con Gesù nell’incontro più amaro che si viveva nel suo tempo, quello con i lebbrosi. E’ li che al disgusto frate Francesco trovò grande gioia e pace, il profumo della risurrezione di Cristo. E’ un invito il suo ad affrontare gli aspetti più difficili della nostra vita, perchè è li che respireremo un profumo da donare a chi è accanto a noi in ricerca. Ed è in questo profumo di vita che vivremo e doneremo l’incontro con il bel pastore, con quella Sua bellezza che rende bella, viva e umana la Chiesa.