Domenica 24 maggio 2026 • Pentecoste
Siamo abituati a storie di cronaca nera, a notizie negative. E vediamo il risultato che si ripercuote in noi: per essere qualcuno devo compiere il male, devo compiere azioni negative. Poche volte una buona notizia risuona sui nostri schermi, perchè non fa rumors o followers. Le notizie buone e belle danno fastidio al nostro mondo grigio.
La festa di Pentecoste ci richiama invece a essere una buona notizia! E per essere una buona notizia dobbiamo rimettere i piedi per terra e riconoscere cosa ci rende vivi. Abbiamo pregato dicendo che lo Spirito riempie la terra, la vivifica, la rinnova, la rende rigogliosa. Quanto è bello il creato attorno a noi, ma quante volte lo apprezziamo con questo sguardo. La festa di Pentecoste ci suggerisce di fermarci per vedere come è l’agire di Dio: non fa followers o rumors, ma apre i cuori a desiderare il bene, il bello, ciò che nutre il cammino!
Lo Spirito Santo apre quindi il nostro cuore a saper riconoscere che la nostra vita è un dono continuo. Pensiamo ai dodici. Erano lì in quel cenacolo uniti (e questo non è scontato), ma uniti sia nella preghiera, ma anche nelle domande su come potevamo portare avanti quello che Gesù gli aveva donato e insegnato. Il vento dello Spirito quel giorno di Pentecoste non si è fatto attendere. Il vento dice un tempo nuovo, un’aria nuova e più fresca. Lo Spirito non smette mai di soffiare sulla Chiesa, perchè non smetta di vivere quello che gli apostoli vissero quel giorno: si scoprirono capaci di predicare il Vangelo non solo con il dono delle lingue, ma anche tirando fuori le loro capacità, i talenti che avevano messo da parte. Ognuno con il suo carattere uniti dalla stessa meta: questo è un viaggio vivo, il viaggio della Chiesa! Quando si ha una meta, il viaggio sarà stupendo, pieno di frutti! Guardate il frutto del viaggio dei Dodici: siamo noi che oggi siamo qui riuniti!
Lo Spirito ci ricorda che siamo un dono amato da Dio e in questo amore siamo chiamati a continuare l’agire di Gesù in noi compiendo continuamente un atto di vita, un atto di generazione! Lo Spirito ci invita a generare, a creare vita, non a distruggere! Il cristiano è uomo della vita, non uomo delle scorciatoie che cercano di evitare i problemi. Il cristiano affronta i problemi, li vive e nell’affrontarli continua a guardare a Colui che lo continua ad amare, incoraggiare con la sua presenza viva: Gesù. E’ nella sua Presenza che sentiamo il legame con il Padre, che stiamo dentro a un legame profondo che genera altri legami!
Questa è la notizia buona che la Pentecoste ci dona: siamo chiamati a stare e a vivere di Amore e nell’Amore a lasciarci prendere per mano dallo Spirito di Dio che desidera una sola cosa: la gioia piena della nostra vita, la gioia piena e vera dell’umanità. Una gioia che genera vita!
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