Credere in Cristo significa lasciarsi trasformare dallo sguardo che illumina il cuore e rende liberi.

Tu credi in me? Ancora una volta ascoltiamo una domanda non facile, a cui potremo dare una risposta banale, del tipo “Se sono qui, certo che credo in Te”. Gesù però ci rifarebbe la domanda nello stile con la quale si è rivolto al cieco quel giorno “Tu credi in me?”, costringendoci a scavare in profondità.


Il cieco nato vive la sua professione di fede non con parole calcolate, ma andando dritto all’agire del suo cuore. Un cuore che si è lasciato guidare dall’Uomo di Nazareth. Un Uomo che davanti a questo povero mendicante non rimane indifferente, come facciamo noi, ma con il suo sguardo luminoso di si pone davanti a chi è scartato, rifiutato, taggato come peccatore. E Gesù compie un nuovo e solenne atto di creazione: con la terra e la saliva plasma i nuovi occhi del cieco, occhi che verranno purificati dal lavaggio nella piscina di Siloe, segno anche qui dell’abbondanza con la quale Dio continua ad amarci, fino all’eccesso.


Il miracolo apre la porta del cuore del cieco nato a cercare di capire sempre di più chi è l’uomo di Nazareth che lo ha guarito. Una domanda che gli accende il vero senso della libertà: mentre altri lo rifiutano, compresi i genitori, per paura di non entrare più nella sinagoga, il cieco entra sempre di più a capire il senso dell’incontro con Gesù, con la salvezza che non può agire senza di noi, senza un nostro eccomi.


E allora sì che diventiamo luce, perchè accogliamo nel cuore e nella vita il calore della luce che è Cristo, il senso della sua missione di scaldare, stare vicino, accompagnare verso la felicità autentica. Lasciati guidare, deponi le armi e le resistenze, entra nel tuo cuore e riconosci i passi di amore e di fede che puoi vivere. E, soprattutto, lasciati guidare da quelle risposte che nella forma non saranno perfette, ma rinchiudono la verità di quello che sei. E’ in questa verità che puoi essere luce, mano amica che conduce i fratelli a scoprire il dono unico che sono davanti agli occhi del Padre, ma soprattutto mano e voce di Colui che è salvezza per tutti noi.