Settimana dell'educazione
Disegnare mappe di speranza: questa è la lettera apostolica che Papa Leone XIV ha consegnato alla Chiesa nel sessant’esimo del documento conciliare Gravissimus educationis. In questo scritto trovo alcuni spunti interessanti per la nostra comunità, all’inizio della settimana dell’educazione.
L’importanza di fermarsi davanti alla Parola che interroga la nostra comunità e l’aiuta a rileggersi nel suo agire, domandandoci, anzitutto, se siamo coscienti della missione posta nelle nostre mani e nel nostro cammino.
Il guardare alla realtà con gli occhi di Gesù. Quando il lamento sorge in noi, è perché stiamo affrontando da soli una sfida. Ripartiamo, invece, dal credere nella potenza dell’essere una comunità unita nelle diverse sue sfumature, una comunità in cammino con la Chiesa. È un noi, un insieme di voci e di sguardi, che può rinnovare l’azione ministeriale di Gesù: uno sguardo che entra veramente nelle storie delle persone, che non le giudica, che cerca di entrare nel cuore vero delle cose. Questo è il valore vero del nostro servizio: non consegnare le nostre persone, ma la forza di quell’incontro con il Signore di cui noi diventiamo strumenti di incontro per i ragazzi a noi affidati.
Senza la formazione, anzitutto direi la cura spirituale del nostro cammino, non possiamo accompagnare in un tempo così frastagliato, che ha bisogno sempre di conoscenze e di atteggiamenti e parole rinnovate.
È nel credere in un cammino personale e comunitario che possiamo attuare un vero discernimento e dare una direzione autentica al cammino dei nostri ragazzi. Il discernimento non deve scadere nella proposta bassa, o peggio in ciò che fa comodo a me o che corrisponde alla mia persona. Il discernimento deve avere un ampio respiro, considerare tutte le coordinate, compresa quella della comunità. L’azione della comunità educante è una azione di diaconia, volta a favorire la comunità, non appesantendo le sue membra.
Nell’accogliere questi spunti, allora, proviamo insieme a disegnare mappe di speranza nella nostra comunità, guardando agli astri del futuro: i nostri ragazzi, le loro vite.