Camminare insieme nella fede e nella comunità

PASTORALE GIOVANILE

Un invito a rinnovare il nostro impegno educativo e spirituale


Carissimi genitori,

a metà del nostro cammino desidero scrivervi queste righe, a nome anche delle catechiste e degli educatori della nostra comunità. 

Anzitutto voglio rinnovare il grazie perché credete nella nostra proposta. Non è scontata né la vitalità, né il mettersi in gioco nelle iniziative e nei progetti dei nostri oratori. È il segno che crediamo in questa forma educativa, capace di unire e sognare un domani migliore, rispetto a un presente che ci pone tante domande e perplessità. 

In questi giorni la Chiesa ci invita a vivere la festa della famiglia e un tempo di riflessione sull’educare, in prossimità della festa di San Giovanni Bosco (31 gennaio), patrono degli oratori. Queste occasioni ci devono aiutare a credere nella forza di camminare insieme, nella forza di essere una comunità unita capace di accompagnare, ascoltare tutti, nessuno escluso. I momenti formativi e i momenti di festa aiutano una comunità a crescere nel pensiero e in quella letizia che è capace di vivere questo tempo con una pace nel cuore disarmata, capace di affrontare ogni situazione, anche la più difficile.

Diceva Papa Leone XIV ai genitori dei bambini a cui ha amministrato il battesimo lo scorso 11 gennaio: I figli, che ora tenete in braccio, sono trasformati in creature nuove. Come da voi genitori hanno ricevuto la vita, così ora ricevono il senso per viverla: la fede. Quando sappiamo che un bene è essenziale, subito lo cerchiamo per coloro che amiamo. Chi di noi, infatti, lascerebbe i neonati senza vestiti o senza nutrimento, nell’attesa che scelgano da grandi come vestirsi e che cosa mangiare? Carissimi, se il cibo e il vestito sono necessari per vivere, la fede è più che necessaria, perché con Dio la vita trova salvezza.
Il suo amore provvidente si manifesta in terra attraverso di voi, mamme e papà che chiedete la fede per i vostri figli. Certo, verrà il giorno in cui diventeranno pesanti da tenere in braccio; e verrà anche il giorno in cui saranno loro a sostenere voi. Il Battesimo, che ci unisce nell’unica famiglia della Chiesa, santifichi in ogni tempo tutte le vostre famiglie, donando forza e costanza all’affetto che vi unisce.

Queste parole ci invitano a rinnovare due propositi, perché il nostro annuncio sia fecondo nella vita dei vostri figli.
Il primo: la capacità di parole vere e sincere, la capacità cioè di camminare insieme come educatori dei ragazzi. Non siamo due mondi separati, dobbiamo essere uniti perché il messaggio cristiano sia accolto con verità dai nostri ragazzi. Vi rinnoviamo l’invito a incontrarci, a parlarci, a confrontarci non sempre in momenti assembleari, ma con quella spontaneità del quotidiano che permette un confronto più amichevole e sereno, capace di verità. Spesso sento e vedo che c’è un distacco fatto di indifferenza che fa male a chi dona tempo ai ragazzi. Lo sento guardando gli educatori giovani che accompagnano le fasce giovanili; lo sento intravedendo gli occhi delle catechiste, che sono contente di seminare il Vangelo, ma allo stesso tempo alcune volte cariche di una domanda preoccupata: quello che ho seminato troverà rinnovata fecondità nelle famiglie?
Non siamo perfetti, nessuno di noi lo è.  Questo scritto diventa per me l’occasione per ringraziare le catechiste e gli educatori per la dedizione che vivono nel loro servizio, non scontato in un tempo come questo. 

Il secondo invito è di vederci e valorizzare la messa in comunità. Prima del catechismo e dell’oratorio, è l’incontro con Gesù nel pane, in un cibo di comunione semplice e carico di amore, che ci aiuta a essere comunità. È lì che sgorga la nostra comunità e il nostro camminare insieme. La messa domenicale non è un tempo da rinviare, ma invece è il centro e il senso del nostro riposo domenicale. Con questo non vi stiamo dicendo di rinunciare a momenti in famiglia, a gite fuori porta,… ma vi stiamo dicendo di lasciare il giusto spazio a Colui che dà senso al nostro riposo, ma soprattutto a Colui che ha cambiato le vostre vite donandovi la grazia di un figlio. Possiamo dire tutto su Gesù, sugli altri, sui preti, sulla comunità,… ma non possiamo negare la grande grazia che avete accolto in voi. Tanti di voi sono feriti per diversi motivi: fermarsi davanti a Lui non risolve i problemi, ma ci dice che non siamo soli nell’affrontare una difficoltà o un tempo difficile. Noi sacerdoti, per quanto ci è possibile, insieme con alcuni di voi abbiamo e stiamo cercando di dare una ventata di aria fresca alle celebrazioni, soprattutto quelle con i ragazzi. Però, abbiamo bisogno di voi, di tutti voi. La messa, l’oratorio, tutte le cose belle che viviamo sono belle non per le idee, ma perché c’è una comunità che crede nel bene vero, nell’Amore vero. Per questo vi chiediamo di vederci per quanto possibile nelle messe domenicali in Comunità, tutti, educatori, catechisti, giovani, ragazzi e voi: questa immagine dice la nostra volontà di camminare insieme!

Il mio augurio è che questo mese che dà avvio a un nuovo anno civile sia l’occasione per una rinnovata partenza nella fede di tutti, una rinnovata occasione per essere una comunità unita nell’Amore in Colui che ci chiede di amare e di testimoniare questo amore, in famiglia, in mezzo alle nostre ferite, in mezzo ai nostri ragazzi, insieme! Siate con la vostra vita una stella di speranza per i nostri giovani, che si affacciano con le loro scelte alla vita adulta!

Grazie dell’ascolto di cuore, buon cammino insieme!



don Matteo 
e la comunità educante degli oratori

 Allegati
Spaziatore
Scarica file   Alle famiglie dei nostri oratori
Spaziatore
Spaziatore
 

Esci Home