Domenica 11 gennaio 2026 • Battesimo del Signore
Il brano evangelico che abbiamo appena ascoltato rivela un disegno nascosto all’apparenza. Vediamo un Gesù trentenne che viene da Nazareth e che sta in mezzo alla folla, in fila per essere battezzato dal Battista lungo le rive del Giordano. Gesù non supera la nostra umanità, fatta di bellezza, ma anche di errori, Gesù sta in mezzo a noi, alla nostra umanità, l’abbraccia tutta! E’ come se nell’andare verso il Battista ci sia un movimento orizzontale, che trova compimento proprio nel dialogo con Giovanni, il quale si rifiuta di battezzarlo. E’ interessante però cosa dice il Signore: si deve adempiere ogni giustizia, cioè si deve rivelare all’umanità per chi sono venuto: solo per i figli di Israele? o per tutti?
Il momento postumo al battesimo rivela, invece, un movimento verticale. Da una parte Gesù sente l’invio del Padre attraverso lo Spirito, che si rivela come colomba, e quindi una missione nel nome di Dio, nel nome della sua pace. Dall’altra però è lo stesso Padre che parla alla nostra umanità, indicando questo uomo come suo Figlio nel quale ho posto il mio compiacimento. Un movimento verticale dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso.
L’immagine nascosta è alla fine la croce! La rivelazione di Gesù e della sua missione a tutti nel nome del Padre troverà pienezza di compimento nel mistero della croce. Mistero non di morte, ma porta che apre a un nuovo tempo. Paolo nella lettera agli Efesini indica la croce come il luogo in cui ogni separazione e divisione tra il mondo antico e nuovo, tra giudei e popoli della terra viene vinto dal Figlio stesso di Dio che ci dona la sua vita, la sua pace, i suoi stessi sentimenti, il suo modo di leggere le cose, perchè questo è il tempo della salvezza!
Questa salvezza, questo desiderare un tempo nuovo deve animarci in profondità. Il profeta Isaia invita il popolo a cercare in verità il Signore, a non rifiutarsi di incontralo, ma anzi, ad ascoltare e rileggere nel profondo del cuore quello che il Signore alla nostra vita sta dicendo! Se da una parte il Natale ci ha rivelato il desiderio di Dio di incontrare la nostra umanità, siamo anche noi chiamati a desiderare questo incontro. Un incontro che in un tempo come questo si deve rinnovare, non cambiando il senso di quello che celebriamo, ma nella cura della testimonianza!
La Festa del Battesimo di Gesù è un invito forte a stare davanti al mistero della sua croce, del suo amore, perchè è sostando davanti al compimento del suo Amore che possiamo veramente trovare nuove strade perché la forma del messaggio del Vangelo sia vicinanza e attenzione all’umanità. Dallo Spirito al popolo, dal popolo allo Spirito e nello Spirito al Padre e al Figlio: in noi si rinnova oggi la dinamica di cuore che Gesù visse e che il discepolo di ogni tempo è chiamato a vivere fino all’incontro definitivo con Lui.