Dall'omelia di don Marco del 23 novembre 2025
In questi primi tre mesi di permanenza nella Comunità pastorale ho ricevuto molto in affetto, stima, generosità e, fin da subito, ho percepito il vostro cuore grande, disponibile ad accogliere e a camminare insieme nella fede.
Mi domando: ho ricevuto molto e io cosa offro?
La mia risposta è: Eccomi! Offro me stesso, con quello che sono e quello di cui sono capace.
Eccomi, con il sincero proposito di servire il Vangelo perché, attraverso la Parola di Dio, continui a crescere il Regno di Dio in questa Comunità e possiamo essere autentici testimoni del Risorto.
Eccomi a servizio.
Vi confido che non ho discorsi programmatici da fare o progetti pastorali da avanzare.
Ho solo un’intuizione da condividere, con la speranza che, se il Signore vorrà, potrà attecchire e forse anche crescere.
Un’intuizione legata ad uno stile di vita che ho avvertito come promettente. Credo che per la Comunità pastorale sia fecondo
- uno stile COMUNIONALE: siamo una comunione di comunità, dove ciascuna parrocchia, con la sua originalità, si fa dono per il bene delle altre ed entra sempre più nella logica evangelica del “Cosa posso essere e fare per le altre Parrocchie con cui sono comunione?”. La comunione tra parrocchie non è strategia, è scelta evangelica.
- uno stile MINISTERIALE: perché nella Chiesa non si fa numero, ma ogni battezzata e ogni battezzato è pietra viva, e ciascuno, apprezzato per il suo carisma, fa vivere la comunità. Non si è comunità per rappresentanza ma per presenza.
- uno stile MISSIONARIO: la Comunità rivela il volto di Cristo quando impara ed esercita la virtù e l’arte della vicinanza e della prossimità e quando esprime la gioia di sentirsi convocata in unità per celebrare l’Eucarestia e vivere il Vangelo.
È un’intuizione che, con voi e grazie a voi, spero diventi proposito e anche realtà.
Se domani dovessero chiedermi: “Da quante parrocchie è formata la Comunità pastorale Beata Vergine del Carmelo?”, mi piacerebbe rispondere: “È una bella comunione di comunità dove si è uniti nel Signore, ci si stima a vicenda e si sta con uno stile evangelico perché comunionale, ministeriale e missionario”.