La festa degli abbracci

Parole col cuore

Parole col cuore


La Trinità: un dogma che sembra lontano, ma che rivela il segreto del vivere, della sapienza sulla vita, sulla morte, sull'amore, e mi dice: in principio a tutto, ma proprio a tutto, è il legame.
Chi è lento a credere, come può cogliere qualcosa della Trinità? Pensare di capirla attraverso le formule è come voler capire una parola analizzando l'inchiostro con cui è scritta.
Ma Dio non è una definizione, è un'esperienza! La Trinità non è un'idea da capire, è un bene condiviso da accogliere.
In uno dei capolavori di Kieslowski, il bambino protagonista sta giocando. Improvvisamente chiede alla zia: «Com'è Dio?». La zia lo chiama a sé, lo abbraccia, gli bacia i capelli e stringendolo gli dice: «Come ti senti, ora?». Pavel alza gli occhi e risponde: «Mi sento bene». E la zia: «Ecco, Pavel, Dio è così». Dio come un abbraccio.
Se non c'è amore, non vale nessun magistero. Se non c'è amore, nessuna cattedra sa dire Dio. Questo è il senso pieno della Trinità, specchio del nostro cuore profondo e del senso ultimo dell'universo. Origine e vertice, fonte e culmine dell'umano e del divino: la comunione.
I nomi di Dio sul monte sono uno più bello dell'altro: il misericordioso e pietoso, il lento all'ira, il ricco di grazia e di fedeltà (Es 34,6). Mosè è salito con fatica, due tavole di pietra in mano, e Dio sconcerta lui e tutti i moralisti, scrivendo su quella rigida pietra parole di tenerezza e di bontà. Parole che giungono fino a Nicodemo, a quella sera di rinascite. Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio.
Siamo al versetto centrale del Vangelo di Giovanni, a uno stupore che rinasce ogni volta davanti a parole tonificanti come una camminata in riva al mare, fra spruzzi d'onde e aria buona respirata a pieni polmoni. Ha dato suo Figlio per amore: Amare non è un fatto sentimentale, non equivale a emozionarsi o a intenerirsi, ma a dare, verbo fattivo di mani e di gesti. Dio ha tanto amato il mondo... e la notte di Nicodemo, e le nostre, s'illuminano.
Se mi domandano: tu cristiano a che cosa credi? La risposta spontanea è: credo in Dio Padre, in Gesù risorto, nella Chiesa... Giovanni indica una risposta diversa: il cristiano crede all'amore. Noi abbiamo creduto all'amore: ogni uomo, ogni donna, anche il non credente lo sa, lo conosce come sapienza del vivere. È lo stesso amore interno alla Trinità che da lì si espande, ci abbraccia e dilaga.
Davanti alla Trinità, mi sento piccolo ma abbracciato, come un bambino: abbracciato dentro un vento in cui naviga l'intero creato, che ha nome amore. Festa della Trinità: annuncio che Dio non è in se stesso solitudine, ma comunione, legame, abbraccio.

 

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