Araldica Ecclesiastica
Gaudete in Domino Semper
Mons. Giuseppe Vegezzi
Lo stemma di mons. Vegezzi è ‘parlante’, cioè caratterizzato da simboli che rimandano ai suoi nomi di Battesimo, Giuseppe Natale. Infatti nel ‘capo’ dello scudo appare una stella cometa, simbolo palese del Natale, mentre nella campitura sottostante troviamo un ramo di gigli fioriti, il fiore che nell’iconografia della Chiesa accompagna sempre l’immagine di san Giuseppe.
Secundum Verbum Tuum
Mons. Francesco Becchi
La scelta di mons. Beschi sottolinea il suo affetto verso la diocesi di Bergamo che è chiamato ad amare, guidare e servire come pastore, testimone del Vangelo, maestro di dottrina e successore degli Apostoli.
Quareite Primum Regum Dei
Mons. Gianmarco Busca
La Trinità si apre sul mondo, in un’estasi d’amore, mossa dal desiderio di unire l’uomo a Dio e di estendere agli uomini il suo stesso modo di esistere: la comunione delle persone.
Fare di Cristo il cuore del mondo
Mons. Oscar Cantoni
Essere Vescovo non significa semplicemente rispondere ad un impegno pastorale, ma è una vocazione di amore e di servizio, che coinvolge in modo totalizzante, compresa la sfera affettiva e la cura fraterna delle relazioni personali.
Visu sim Beauts Tuae Gloriae
Mons. Maurizio Gervasoni
Le parole scelte da Mons. Gervasoni sono “Visu sim beatus tuae gloriae” (A tal visione io sia beato della Tua gloria), tratte dall’ultima strofa dell’inno eucaristico “Adoro Te devote”, attribuito a San Tommaso d’Aquino. Parole intrise di forte senso escatologico, in quanto l’Eucaristia anticipa la visione, e quindi la condivisione, della gloria di Dio.
Ut credentes vitam habeatis
Mons. Daniele Gianotti
Il Figlio di Dio è venuto «perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (cf. GV 10,10); ma, perché questo si realizzi, egli mette in gioco la sua stessa vita, dà la sua vita, sapendo che «non c’è amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici» (cf. GV 15,13).
In silentio et spe
Mons. Maurizio Malvestiti
Ed è proprio in questa forma che esso è ben noto al nuovo Vescovo fin dal seminario, specie perché citato da Santa Teresa d’Avila, tanto da confluire nella regola carmelitana.
Servite Domino in laetitia
Mons. Antonio Napolioni
Dietro questo motto, ripenso a quando, giovane educatore scout, scoprii che la gioia del servizio traeva il suo fascino proprio dal Signore Gesù, indicandomi un percorso di vita che poi ho condiviso con tanti.
Mater mea fiducia mea
Mons. Corrado Sanguineti
Il motto scelto «Mater Mea Fiducia Mea» ha un evidente rimando a Maria ed esprime l’affidamento a lei come madre premurosa e fedele.
Haurietis De Fontibus Salutis
Mons. Pierantonio Tremolada
Questo Pastore, che il Papa ha affidato la diocesi che diede i natali al santo Papa Paolo VI, non poteva che scegliere una frase e delle immagini ispirate al tema della salvezza operata da Cristo.
Loquamur Dominum Jesus
Mons. Franco Giulio Brambilla
Le parole del motto: “loquamur dominum jesum” sono tratte da sant’Ambrogio (Expl. Ps. XXXVI). Su questa espressione forte, gagliarda, “Raccontare il Signore Gesù” più che “parlare”, già ha scritto cose significative e belle lo stesso mons. Brambilla.
Ostendam Sponsam Agni
Mons. Carlo Redaelli
Lo stemma di mons. Carlo Redaelli, Arcivescovo Metropolita di Gorizia, riprende alcuni elementi tradizionali dell’araldica ecclesiastica con una libera interpretazione attenta alla sensibilità attuale.
Surgens secutus est eum
Mons. Luigi Testore
Mi sembra di vedere in quest’immagine l’esempio tipico di ogni vocazione, ossia la necessità di lasciarsi guidare dalla chiamata e di essere pronti nella risposta, nell’alzarsi e seguirLo
Omnes Salvos Facere
Mons. Roberto Busti
Evidentemente non per mia forza e capacità: queste semmai devono servire a “farmi tutto a tutti” (1 Cor. 9,22), compagno di viaggio e di fatiche con chiunque voglia emergere dalla banalità delle soddisfazioni terrene, per ergersi con coraggio alla ricerca delle risposte ai veri quesiti della vita
Veritas et amor
Mons. Adriano Caprioli
I quattro fiumi dell’Eden alludono ai quattro Vangeli che irrigano la Chiesa e richiamano i fiumi Po, Secchia, Enza e Crostolo, che idealmente delimitano il territorio diocesano, che in questo contesto geografico è epifania dell’intera Chiesa di Cristo.
Consummati in Unum
Mons. Diego Coletti
Saremo “perfetti nell’unità”, nella comunione della Chiesa (“Consummati in unum”), se custodiremo il dono dello Spirito santo che ci permette di vivere e di morire come Gesù, amandoci gli uni gli altri come Lui ci ha amato
Veritas et Caritas
Mons. Gervasio Gestori
Degli obiettivi contenuti nel suo motto si può dire che la ricerca, il culto della verità è stato perseguito soprattutto nei servizi prestati presso i Seminari di Seveso e di Venegono, dove ha trascorso buona parte della sua vita per 37 anni, i primi 12 anni come studente, poi gli altri 25 come educatore a diversi livelli,
Haurite nunc et ferte
Mons. Giovanni Giudici
Il messaggio rappresentato dallo scudo è dunque programmatico: il vescovo vuole essere fedele servo del Signore dal quale attinge i doni di grazia e, eseguendo il suo mandato, li comunica ai fedeli
Vos autem amcos dixi
Mons. Giuseppe Merisi
Lo stemma ecclesiastico unisce alla semplicità grafica e al rispetto delle regole araldiche, un preciso messaggio legato al ministero del suo titolare. In quello di monsignor Merisi è raffigurato un braccio d’argento, vestito con una tunica, che stringe nel pugno tre spighe di grano d’oro.
Cum Maria Matre Iesu
Mons. Francesco Moraglia
Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù, e con i fratelli di lui.