L'estate, tempo per ritrovare sé stessi
Ripesco dalle mie carte un articolo, letto tempo fa, di Alessandro D’Avenia, dal titolo “Compiti per le vacanze” (Corriere della sera, 26 giugno 2023) e mi soffermo sull’incipit:
“Vivere è sperare di nascere del tutto, ciò che in ciascuno di noi è abbozzato chiede pieno compimento: per questo usiamo la metafora della chiamata o vocazione, la vita ci interpella, rispondere è il nostro compito. Ma che cosa ci chiede esattamente la vita?”.
Non è una domanda da poco. Anzi! Interpella tutti e a qualsiasi età. Avremo il tempo per fermarci e rispondere alla domanda?
Nel tempo estivo, quando i ritmi ordinari si allentano e si guadagna qualche spazio in più per il riposo o si prende qualche giorno di vacanza, forse, vale la pena ingaggiare qualche
“allenamento a venire al mondo, cioè permettere alla vita di chiamarci a nascere di più. Le vacanze servono a questo, ad affinare il lavoro che si fa a casa e a scuola, che è trovare risposta alla domanda: “perché sei venuto al mondo?”.
L’estate (la cui radice riporta al verbo ardere) può diventare l’occasione propizia per mettere a fuoco almeno un esercizio per trovare la risposta necessaria: l’esercizio della “meditazione. Meditare ogni giorno per almeno una decina di minuti (che saranno mai sottratti a un social?), è il modo migliore per permettere a ispirazione e vocazione di accadere, fonti primarie di quella gioia che fa veramente “riposare”. Non far nulla è molto più stancante, perché quello che “riposa” è il senso delle cose: più ne hanno più riposiamo, anche se sono impegnative. Gran parte della nostra infelicità dipende dall’incapacità di stare nel presente. È stato calcolato che passiamo quasi la metà del nostro tempo a pensare a ciò che non sta accadendo, con un costo altissimo in termini di ansia e confusione: invece di far esperienza del mondo combattiamo con dei fantasmi. La mancanza di presenza del e nel presente impedisce l’incontro tra ciò che mi viene dato e ciò che riesco a ricevere, l’ospitalità del quotidiano, senza la quale ci sentiamo sempre fuori posto, in esilio”.
Buona estate… meditando!