La resurrezione che trasforma il male in un nuovo inizio
Dove riconoscere Cristo, speranza nostra, in un mondo incattivito dalla prepotenza e dalle follie umane e che non vuole trovare pace? Come celebrare la Pasqua in questi tempi selvaggi?
La Scrittura insegna che Dio prende il male dell’uomo e da quel male, dentro quel male, tira fuori la sua storia di salvezza.
Dio non si è contrapposto a noi e alle nostre follie: la resurrezione di Gesù è l’evento di Grazia che è scaturito dall’atrocità della morte, voluta dal male dell’uomo, e l’ha trasformata.
Ho visto questo pensiero messo in immagine nella scultura di un Crocifisso a Roma. Il braccio orizzontale della croce, a cui è appeso Cristo, ha una forma che assomiglia tutta ad una virgola (vedi foto). È un’immagine potente: Gesù ha fatto sì che, già dalla croce, la sua morte, il male per eccellenza, non fosse un punto ma soltanto una virgola. Con il punto la frase finisce. Con la virgola la frase continua.
La croce è soltanto una virgola perché la storia d’amore di Gesù passa anche da lì e l’ultima parola non è della morte ma di Dio, ed è una parola eterna, come eterna e la sua fedeltà, un inizio infinito.
La tomba di Cristo è vuota perché la morte non è riuscita a mettere il punto sulla sua vita. Ha messo solo una virgola, perché l’amore di Dio è passato anche di lì e continua ad effondersi ancora oggi per noi, per sempre.
Se stringiamo le nostre croci e quelle del mondo alla croce di Gesù, non saranno mai un punto. Saranno una virgola che darà avvio qualcosa di nuovo e che porterà frutto.
È Pasqua di resurrezione.
Cristo, nostra speranza, è risorto. Alleluia.