Ritrovare il perché della Pasqua

Nel Vangelo di Marco (Mc 11, 1-11), Gesù manda davanti a sè due dei suoi discepoli e li avverte: “Se qualcuno vi dirà: "Perché fate questo?", rispondete: "Il Signore ne ha bisogno” (v. 3). E così accade. 


Mi soffermo sulla domanda che Gesù prevede venga fatta ai suoi discepoli, che sento molto simile a quella che Giuda pone nella casa di Betania: “Perché non si è venduto questo profumo…?” (Gv 12,5). 


Le due domande non sono sul “come”. Il come lo si vede: Gesù chiede di prendere il puledro; Maria sparge l’unguento prezioso sui piedi di Gesù e li asciuga con i suoi capelli… il “come” è chiaro. 


Le domande riguardano il “perché”: “Perché fate questo?”.


Raccolgo la domanda perché la sento esigente all’inizio della Settimana Autentica: noi sappiamo cosa e come celebreremo i riti della santa Pasqua (Giovedì Santo, Venerdì Santo, la Veglia pasquale, la domenica di Pasqua… non è la prima volta: sappiamo cosa accadrà) ma perché lo facciamo? Perché, ancora una volta, celebriamo la Pasqua? 


Credo che gli snodi più importanti della vita spirituale (ma non solo) passino da questa domanda: perché fai questo?


Siamo riportati alle motivazioni. E le motivazioni per cui si rimane in una scelta, spesso non sono quelle per cui l’abbiamo presa, perché si approfondiscono e diventano più esigenti e più vere.


Gesù, iniziando la sua Settimana Autentica, conosce non solo cosa e come fare, ma anche perché: fa tutto per amore. Perché è l’immagine vivente di un Dio consumato dall’amore, che ama di un amore che si consuma e continuamente si offre, come quel vasetto di nardo che si spezza ed offre la sua fragranza che riempie tutta la casa.


Là dove c’era odore di morte, Gesù spande il suo profumo di vita, il profumo di un amore che si consuma fino alla fine.


Come iniziare la Settimana Autentica? Chiedendoci perché la iniziamo.


don Marco